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Cavese, Bubas: “Tanta la voglia di rivalsa, lotteremo fino alla fine”

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Intervista all’attaccante argentino della Cavese, prima in classifica del girone H di Serie D  Sergio Nicolas Bubas.

Cavese, Bubas: “Essere primi ti dà una motivazione diversa”

In esclusiva per Tuttocavese.com, abbiamo intervistato uno dei giocatori più rappresentativi della Cavese, l’attaccante argentino Nico Bubas. Gli abbiamo chiesto delle considerazioni sul momento di forma personale e della squadra, e, ovviamente, un pensiero su quest’ultima parte di campionato.

Vittoria importantissima quella di domenica contro il Molfetta. Raccontaci gli attimi che hanno preceduto il calcio d’inizio, le emozioni che ha prodotto il match e le sensazioni avute al triplice fischio.

“Prima del calcio d’inizio di ogni partita, entriamo in campo per ottenere i tre punti e sappiamo che la vittoria di questo campionato dipenderà solo da noi. Si generano un mucchio di emozioni: paura, apprensione, felicità. Essere primi ti dà una motivazione diversa. Durante la partita, i ragazzi hanno giocato benissimo: la partita è stata preparata bene durante la settimana e, difatti, non abbiamo sofferto, eccetto qualche tiro da fuori; abbiamo tenuto il pallino del gioco e, dunque, i maggiori pericoli li creavamo noi. Nel secondo tempo l’abbiamo sbloccata grazie al calcio d’angolo di Banegas: Munoz la spizza e per Foggia, il nostro bomber, che non sbaglia; abbiamo sofferto un po’ dopo il gol, inoltre, c’è stata l’espulsione di Palma, però, tutto sommato, loro non hanno causato molti pericoli. Colombo, d’altronde, si è sempre fatto trovare pronto. Il campionato è duro: le pugliesi sono temibili. Dobbiamo essere forti e, contando anche sull’appoggio della nostra gente, sono sicuro che porteremo a casa questo campionato. Al temine del match eravamo tutti felici perché è stata una partita difficile e loro hanno dimostrato di essere una buona squadra. Aver portato a casa il risultato è stato bellissimo, una grande soddisfazione. Ora abbiamo quattro punti di vantaggio sulla seconda, quindi dobbiamo essere bravi a non rilassarci”.

Sei alla tua seconda stagione in quel di Cava, dopo la scottante retrocessione di un paio d’anni fa. Cosa ti ha spinto a ritornare qui e come pensi stia andando la stagione a livello personale?

“La cosa che mi ha spinto a ritornare è stata la voglia di rivalsa. Non accettavo la retrocessione e l’unico modo per poter dare qualcosa a questa piazza era proprio quello di tornare, vincendo il campionato. Speriamo di farlo, sono molto fiducioso. Abbiamo creato un bel gruppo in questi mesi. La mia stagione? Non è stata delle migliori: ho sofferto qualche infortunio, di mezzo ho rimediato un’espulsione. Quel che conta però, in questo momento, è che la squadra stia andando bene. Bisognerà dare il nostro piccolo contributo da qui alla fine, per arrivare con la barca fino al porto”.

Uno dei maggiori punti di forza della Cavese di quest’anno è, senza dubbio, la forza del collettivo. La vittoria col Molfetta, con tanto di dedica a Lomasto, ne è la prova. La scorsa settimana abbiamo fatto la stessa domanda a Banegas: siete consapevoli del fatto che la città intera stia sperando di raggiungere l’obiettivo?

“Lo sappiamo bene. La piazza è importante e la gente te lo fa sentire. Siamo primi da ottobre e stiamo dimostrando il nostro valore sul campo. Penso, però, che la squadra meriti un supporto maggiore: mi piacerebbe vedere più gente allo stadio pronta a sostenerci”.

Otto partite alla fine della stagione e domenica ci sarà un’altra gara importantissima, quella di Bitonto. Negli allenamenti e non solo, il mister come vi sta motivando in vista del rush finale?

“Siamo sempre motivati. Il mister studia le partite guardando il valore dell’avversario, la preparazione, però, resta praticamente la stessa. Noi dobbiamo solo pensare, partita dopo partita, a vincere”.

I tifosi cosa possono attendersi da te e dalla Cavese?

“Daremo il massimo sempre. Non sarà facile, perché le squadre contro di noi sono spinte dall’esigenza di dimostrare, farsi notare. Dovremo fare molta attenzione, ma siamo consapevoli dei nostri mezzi e lotteremo fino alla fine. Con la giusta fiducia e positività, penso che vinceremo il campionato”.

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Elio Granito
Elio Granito
Sono un ragazzo di 28 anni, laureato in “Scienze delle attività motorie, sportive e dell’educazione psicomotoria”, prossimo a conseguire il secondo titolo, quello specialistico. Creativo, perfezionista, ambizioso. Mi ritengo una persona educata, sensibile, assertiva e altruista. Aspetti risultati sinora determinanti nelle varie relazioni avute all'interno del mondo del giornalismo, con diverse figure di rilievo, e, soprattutto, per comprendere il reale valore, la potenza e il dono di ogni singola parola. Amo il giornalismo pulito, che ha necessità di essere raccontato. Generalmente parlo di calcio, ma ho piacere di spaziare su più fronti. Il mio desidero più grande resta quello di migliorare le mie capacità puntando all’eccellenza. Basi solide, pragmatismo e pensiero creativo: sono le peculiarità sviluppate principalmente in questi anni in cui ho compreso l'amore e la passione per la divulgazione di pensieri, messaggi e valori positivi, utilizzando come strumento lo sport e la mia "penna".

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