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Capuano: “Il campionato va fermato per il bene di tutti”

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Il campionato di Serie C è fermo dal 9 marzo per l’allarme Coronavirus. In questi giorni si sta discutendo se continuare o meno la stagione calcistica.

Capuano: “Prima si chiude e meglio è”

Ai microfoni di TuttoC.com si è espresso sulla situazione che sta sconvolgendo l’Italia e il mondo intero Ezio Capuano.

L’esplosivo mister di Salerno attuale allenatore dell’Avellino ed ex di Cavese, Paganese e Arezzo ha parlato della situazione che sta vivendo la Serie C in questo momento storico. Ne riportiamo un estratto.

Capuano sulla questione bussolotto

Hanno fatto discutere le proposte relative alla quarta promozione.

«In questo momento di quarantena, oltre a studiare calcio sto leggendo moltissimo. Tanti personaggi, anche quelli di caratura abbastanza importante cambino versione in base a quelli che sono gli interessi relativi alla propria classifica. Io rimango sempre della mia posizione: andando contro i miei interessi, il sorteggio potrebbe portarmi in serie B. Ma essendo uomo di campo non potrei mai condividerlo. Per me in serie B deve andare l’aspetto meritocratico. Non ho mai cambiato opinione, portare la quarta cristallizzando la classifica è impossibile: chi parla di media punti, chi parla della migliore seconda ma poi potrebbero rivendicare un diritto tutte le altre 26 squadre aventi diritto di partecipare al play-off. Il Carpi, come la Reggiana o il Bari hanno fatto un lavoro straordinario. Il bussolotto, pur andando contro i miei interessi, non è un argomento da proporre per portare la quarta promossa.».

La situazione in Serie C

La Serie C potrebbe riprendere?

«È impossibile. Il campionato andava chiuso qualche settimana fa. Prima si chiude e prima si può programmare la prossima stagione al meglio. La prossima stagione non sarà facile e non lo sarà per altri 3 o 4 anni. Consentitemi, sento che ad alcuni ragazzi che giocano in Serie C e in Serie D a cui hanno proposto un taglio dello stipendio. Non si parla di stipendi da Serie A, si parla di stipendi da poco meno di 2000 euro netti al mese. Alla Lega cosa dico? Prima si chiude il campionato e meglio è per tutti. Non c’è più la possibilità di andare avanti. Prima si pone fine e meglio è, questo è un qualcosa che io avrei fatto con qualche settimana d’anticipo».

Quante squadre rischiano di scomparire?

«Do ragione al presidente Ghirelli, lui è un padre che deve gestire sessanta figli. Il COVID-19 ha portato delle conseguenze da guerra, molti imprenditori hanno perso l’inverosimile. In questa pandemia, più è forte l’imprenditore e più è grossa la perdita. Pensate che alla ripresa di penserà a salvaguardare le proprie aziende o le società di calcio? Ma per quanto posso amare ed essere tifoso non posso distruggere il lavoro di una vita. Quindi confido negli auguri del governo, si era pensato a 600 euro per i calciatori dilettanti. Ma questi soldi ancora non si sono visti. In serie C si parlava di cassa integrazione, ma ancora non si è visto nulla. Deve intervenire il Governo. Sono convinto che il debole vada aiutato. Non è una cosa detta a mio tornaconto, parlo in generale a difesa di quelle che possono essere le conseguenze di questo verme che ci sta continuando ad attanagliare».

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Ugo D'Amico
Ugo D'Amico
Classe 1996, giornalista pubblicista dal 2022 e prossimo alla laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Nato praticamente con una palla tra i piedi, ma vista la scarsa qualità il sogno ora è di raccontare le mille emozioni che regala quel magico prato verde. Sono cresciuto seguendo le gesta di: Del Piero, Buffon, Ronaldo, Messi e tanti altri. Appassionato di calcio locale, passione che permette di capire a 360° le innumerevoli sfaccettature che sono presenti in questo fantastico mondo.
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