martedì 27 09 22
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Prima giornata e prime polemiche: caos ingressi e assistenza sanitaria

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Non è solo la Salernitana ad uscire sconfitta dalla prima giornata ma anche la macchina organizzativa allo stadio Arechi. Dalle code bloccate nei distinti ai ritardi di assistenza nei distinti.

Caos all’Arechi per la prima della Salernitana

Una giornata come le altre, o meglio come la gente è stata costretta ad abituarsi nell’ultimo anno quando va allo stadio. Dal piano traffico che ancora una volta fa cilecca, ai tornelli che non funzionano fino alla ‘ciliegina’ sulla torta che non ti aspetti: la gestione sanitaria nei settori.

Il pomeriggio all’insegna dell’esodo verso lo stadio era iniziato come tutti già sapevano e immaginavano, ovvero nel caos. Con una rete capillare di strade – manco tante a dir il vero – costruite all’epoca per servire l’impianto di via Allende, la scelta della Questura di Salerno resta sempre quella di creare un imbuto in corrispondenza del Novo Hotel da una parte, e la rotatoria perpendicolare a via Roberto Wenner. Il risultato, per le 26.006 persone, meno i 2mila ospiti, è stato come al solito catastrofico. Molti si sono recati in ritardo e sono rimasti imbottigliati come naturale conseguenza.


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I guai non sono finiti qua, ma erano appena all’inizio. In due dei tre settori a disposizione dei salernitani, nessun problema all’ingresso, ma per gli spettatori dei distinti ben 3/4 d’ora in piedi, fermi, in fila per entrare. Un solo tornello disponibile per circa 10mila persone, che funzionava alla velocità tutt’altro che speedy di una lumaca a causa della ressa. Solo a pochi minuti dall’inizio si decideva finalmente di aprire un secondo tornello.

Il meglio, si fa per dire

Un secondo tempo da incubo, ancora per i tifosi dei distinti. Con la Salernitana sotto nel punteggio e senza idee, a chi sono mancate misure di assistenza sanitaria, sono anche chi era là. Assistere inermi alla tragedia ha un nome, Effetto spettatore, ed è quello che è successo. Un uomo è colto da malore, passano minuti interminabili, tutti quelli del secondo tempo, qualcuno chiede aiuto, ma nessuno interviene se un non un ragazzo che scavalca le folle.

Dirà una testimone: “Scene di panico, 35-45 minuti di attesa. Prima è arrivato un uomo con una maglia azzurra che non sapeva che fare e si è messo ad urlare contro la folla affinché si chiamasse il 118. Poi sono arrivati gli steward che anche loro non sapevano che fare. Alla fine sono arrivati i soccorsi, i quali non erano però sprovvisti di medico. E anche quando l’hanno portato via in barella, non sapevano come organizzarsi nelle scale”.

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