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La settimana dell’8 marzo: anche il calcio si tinge di rosa

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Come ogni anno, nella settimana dell’8 marzo è ormai usanza rendere omaggio alla donna, e qui lo faremo nell’ambito del calcio femminile. Con il passare degli anni è cresciuto maggiormente l’interesse delle donne per il calcio, un tempo considerato prerogativa degli uomini. C’è stato inoltre un incremento della tifoseria ‘rosa’.

8 marzo: uno sguardo sul calcio femminile

Non tutti sanno che il calcio femminile nasce in Gran Bretagna durante la prima guerra mondiale. Mentre gli uomini erano sul campo di battaglia, le donne che lavoravano in fabbrica approfittavano della pause o della fine del lavoro per ritrovarsi e giocare a calcio. Costituirono via via delle squadre di calcio legate all’azienda in cui lavoravano.

La  British Football Association non vedeva di buon occhio che il calcio venisse praticato dalle donne, esprimendosi in tal senso: “Il calcio non è idoneo per le donne e non dovrebbe essere incoraggiato“, vietando alle donne di formare delle squadre per giocare a pallone. Nonostante questo divieto, con il trascorrere del tempo, iniziarono a proliferare le squadre di calcio tinte di rosa. In Italia, è nel 1986, l’anno in cui il calcio femminile entra a far parte della FIGC. Nella stagione 2022-2023 avrà finalmente una svolta professionistica.

Uno sguardo sulla tifoseria al femminile

Fu Nella Grossi, tifosa del Milan, a fondare nel 1990 ANFISSC (Associazione Nazionale Femminile delle Sostenitrici delle Squadre di Calcio). E successivamente nasce il primo club a Pescara, a Roma e quello della Juventus, fino ad un susseguirsi di altri fan club. Piano piano le donne iniziano ad interessarsi e a supportare maggiormente le squadre del cuore e ad andare allo stadio, anche insieme alla famiglia. Le promozioni rivolte al pubblico femminile hanno sicuramente incentivato la presenza delle tifose allo stadio e la creazione di settori dello stadio dedicate ad esse. È straordinario vedere come le tifose seguano e supportino le proprie squadre, con tutta la loro energia e passione.

Con l’auspicio che il mondo del calcio si tingerà sempre più di rosa, la Redazione porge un augurio a tutte le donne.


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8 marzo: uno sguardo sul calcio femminile

Non tutti sanno che il calcio femminile nasce in Gran Bretagna durante la prima guerra mondiale. Mentre gli uomini erano sul campo di battaglia, le donne che lavoravano in fabbrica approfittavano della pause o della fine del lavoro per ritrovarsi e giocare a calcio. Costituirono via via delle squadre di calcio legate all’azienda in cui lavoravano.

La  British Football Association non vedeva di buon occhio che il calcio venisse praticato dalle donne, esprimendosi in tal senso: “Il calcio non è idoneo per le donne e non dovrebbe essere incoraggiato“, vietando alle donne di formare delle squadre per giocare a pallone. Nonostante questo divieto, con il trascorrere del tempo, iniziarono a proliferare le squadre di calcio tinte di rosa. In Italia, è nel 1986, l’anno in cui il calcio femminile entra a far parte della FIGC. Nella stagione 2022-2023 avrà finalmente una svolta professionistica.

Uno sguardo sulla tifoseria al femminile

Fu Nella Grossi, tifosa del Milan, a fondare nel 1990 ANFISSC (Associazione Nazionale Femminile delle Sostenitrici delle Squadre di Calcio). E successivamente nasce il primo club a Pescara, a Roma e quello della Juventus, fino ad un susseguirsi di altri fan club. Piano piano le donne iniziano ad interessarsi e a supportare maggiormente le squadre del cuore e ad andare allo stadio, anche insieme alla famiglia. Le promozioni rivolte al pubblico femminile hanno sicuramente incentivato la presenza delle tifose allo stadio e la creazione di settori dello stadio dedicate ad esse. È straordinario vedere come le tifose seguano e supportino le proprie squadre, con tutta la loro energia e passione.

Con l’auspicio che il mondo del calcio si tingerà sempre più di rosa, la Redazione porge un augurio a tutte le donne.


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8 marzo: uno sguardo sul calcio femminile

Non tutti sanno che il calcio femminile nasce in Gran Bretagna durante la prima guerra mondiale. Mentre gli uomini erano sul campo di battaglia, le donne che lavoravano in fabbrica approfittavano della pause o della fine del lavoro per ritrovarsi e giocare a calcio. Costituirono via via delle squadre di calcio legate all’azienda in cui lavoravano.

La  British Football Association non vedeva di buon occhio che il calcio venisse praticato dalle donne, esprimendosi in tal senso: “Il calcio non è idoneo per le donne e non dovrebbe essere incoraggiato“, vietando alle donne di formare delle squadre per giocare a pallone. Nonostante questo divieto, con il trascorrere del tempo, iniziarono a proliferare le squadre di calcio tinte di rosa. In Italia, è nel 1986, l’anno in cui il calcio femminile entra a far parte della FIGC. Nella stagione 2022-2023 avrà finalmente una svolta professionistica.

Uno sguardo sulla tifoseria al femminile

Fu Nella Grossi, tifosa del Milan, a fondare nel 1990 ANFISSC (Associazione Nazionale Femminile delle Sostenitrici delle Squadre di Calcio). E successivamente nasce il primo club a Pescara, a Roma e quello della Juventus, fino ad un susseguirsi di altri fan club. Piano piano le donne iniziano ad interessarsi e a supportare maggiormente le squadre del cuore e ad andare allo stadio, anche insieme alla famiglia. Le promozioni rivolte al pubblico femminile hanno sicuramente incentivato la presenza delle tifose allo stadio e la creazione di settori dello stadio dedicate ad esse. È straordinario vedere come le tifose seguano e supportino le proprie squadre, con tutta la loro energia e passione.

Con l’auspicio che il mondo del calcio si tingerà sempre più di rosa, la Redazione porge un augurio a tutte le donne.


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