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Bernardini: “Non sono felice, ho dovuto rescindere per forza”

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Una storia d’amore lunga quattro anni quella fra Alessandro Bernardini e la Salernitana. Una storia iniziata nel novembre del 2015 e finita ieri. Una storia iniziata subito con un infortunio alle costole nella prima gara casalinga. Una storia finita con una rescissione in “infermeria”.

Bernardini lascia la Salernitana, ecco il suo saluto

Abbiamo scambiato due chiacchiere con l’oramai ex difensore granata.

Partiamo dalla fine: hai deciso di lasciare la Salernitana nonostante un contratto. Cosa ti ha fatto maturare tale scelta e cosa provi a lasciare una piazza dove c’è reciproco rispetto?

“Non ho deciso di lasciare io, la società mi ha detto che non rientravo più nei piani e che non voleva più sostenermi nelle cure delle quali ho bisogno. Purtroppo ho ancora bisogno di varie terapie per tornare a giocare e dovevo per forza di cose trovare una soluzione e quindi abbiamo alla fine trovato un accordo ed ho rescisso. Non ho preso questa scelta facilmente e col sorriso, mi spiace aver lasciato una piazza che mi è entrata nel cuore. L’esito finale non è stato bello ma ho dovuto farlo per forza”.

Cosa ti porti dietro da questa esperienza in granata?

“Mi porto dietro quello che mi ha dato Salerno. Il modo in cui sono stato apprezzato ed il modo in cui sono diventato parte di una città nonostante venissi da mille chilometri di distanza. Mi sono sentito parte della città, ho sentito tutto il calore della gente e ciò fa effetto. Salerno in questo è capace di dare tanto ma è anche in grado di farti capire quando non sei apprezzato. Il ricordo migliore è questo: essermi sentito apprezzato fin da subito. Da questa esperienza mi porterò dietro proprio questo”.

Ti aspettavi campionati diversi da quelli che sono stati invece disputati in campo dalla Salernitana?

“Ogni stagione iniziava con i migliori propositi, abbiamo sempre provato a fare la corsa a questi benedetti play off che però non sono mai arrivati. Sicuramente ad ogni inizio stagione pensavamo sempre a qualcosa di più di una salvezza, purtroppo abbiamo trovato sempre delle difficoltà, ed a parte l’anno scorso che secondo me è stata super deludente da tutti i punti di vista, gli altri anni ci sono stati comunque risvolti positivi e siamo stati anche sfortunati in alcune occasioni e mi è dispiaciuto non poter disputare neanche una partita di play off”.

Per concludere: cosa puoi dire alla piazza granata, che tanto stimi e ti stima, affinché ritrovi la fiducia in questa società e decida di sostenere la squadra al di là delle difficoltà degli ultimi anni?

“Alla piazza dico che guardando dal primo anno di serie B ad oggi sono migliorate un sacco di cose. C’è davvero mentalità di progresso all’interno della società, al di là di quanto possa vedere un tifoso. Anche facendosi un giro al centro sportivo si nota la differenza rispetto ai primi anni. Si è investito tanto in questo e c’è grande voglia di migliorare e di mettere le basi per un futuro e credo che si denoti anche con la scelta dell’allenatore di questa stagione. Ci sono le migliori intenzioni per fare bene. La gente aveva bisogno di questo segnale forte e io sono fiducioso per quest’anno, credo ci siano tutti i presupposti per fare una ottima stagione. Buon proseguimento e grazie a tutti”.

In bocca al lupo Ale!

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Una storia d’amore lunga quattro anni quella fra Alessandro Bernardini e la Salernitana. Una storia iniziata nel novembre del 2015 e finita ieri. Una storia iniziata subito con un infortunio alle costole nella prima gara casalinga. Una storia finita con una rescissione in “infermeria”.

Bernardini lascia la Salernitana, ecco il suo saluto

Abbiamo scambiato due chiacchiere con l’oramai ex difensore granata.

Partiamo dalla fine: hai deciso di lasciare la Salernitana nonostante un contratto. Cosa ti ha fatto maturare tale scelta e cosa provi a lasciare una piazza dove c’è reciproco rispetto?

“Non ho deciso di lasciare io, la società mi ha detto che non rientravo più nei piani e che non voleva più sostenermi nelle cure delle quali ho bisogno. Purtroppo ho ancora bisogno di varie terapie per tornare a giocare e dovevo per forza di cose trovare una soluzione e quindi abbiamo alla fine trovato un accordo ed ho rescisso. Non ho preso questa scelta facilmente e col sorriso, mi spiace aver lasciato una piazza che mi è entrata nel cuore. L’esito finale non è stato bello ma ho dovuto farlo per forza”.

Cosa ti porti dietro da questa esperienza in granata?

“Mi porto dietro quello che mi ha dato Salerno. Il modo in cui sono stato apprezzato ed il modo in cui sono diventato parte di una città nonostante venissi da mille chilometri di distanza. Mi sono sentito parte della città, ho sentito tutto il calore della gente e ciò fa effetto. Salerno in questo è capace di dare tanto ma è anche in grado di farti capire quando non sei apprezzato. Il ricordo migliore è questo: essermi sentito apprezzato fin da subito. Da questa esperienza mi porterò dietro proprio questo”.

Ti aspettavi campionati diversi da quelli che sono stati invece disputati in campo dalla Salernitana?

“Ogni stagione iniziava con i migliori propositi, abbiamo sempre provato a fare la corsa a questi benedetti play off che però non sono mai arrivati. Sicuramente ad ogni inizio stagione pensavamo sempre a qualcosa di più di una salvezza, purtroppo abbiamo trovato sempre delle difficoltà, ed a parte l’anno scorso che secondo me è stata super deludente da tutti i punti di vista, gli altri anni ci sono stati comunque risvolti positivi e siamo stati anche sfortunati in alcune occasioni e mi è dispiaciuto non poter disputare neanche una partita di play off”.

Per concludere: cosa puoi dire alla piazza granata, che tanto stimi e ti stima, affinché ritrovi la fiducia in questa società e decida di sostenere la squadra al di là delle difficoltà degli ultimi anni?

“Alla piazza dico che guardando dal primo anno di serie B ad oggi sono migliorate un sacco di cose. C’è davvero mentalità di progresso all’interno della società, al di là di quanto possa vedere un tifoso. Anche facendosi un giro al centro sportivo si nota la differenza rispetto ai primi anni. Si è investito tanto in questo e c’è grande voglia di migliorare e di mettere le basi per un futuro e credo che si denoti anche con la scelta dell’allenatore di questa stagione. Ci sono le migliori intenzioni per fare bene. La gente aveva bisogno di questo segnale forte e io sono fiducioso per quest’anno, credo ci siano tutti i presupposti per fare una ottima stagione. Buon proseguimento e grazie a tutti”.

In bocca al lupo Ale!

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Una storia d’amore lunga quattro anni quella fra Alessandro Bernardini e la Salernitana. Una storia iniziata nel novembre del 2015 e finita ieri. Una storia iniziata subito con un infortunio alle costole nella prima gara casalinga. Una storia finita con una rescissione in “infermeria”.

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Abbiamo scambiato due chiacchiere con l’oramai ex difensore granata.

Partiamo dalla fine: hai deciso di lasciare la Salernitana nonostante un contratto. Cosa ti ha fatto maturare tale scelta e cosa provi a lasciare una piazza dove c’è reciproco rispetto?

“Non ho deciso di lasciare io, la società mi ha detto che non rientravo più nei piani e che non voleva più sostenermi nelle cure delle quali ho bisogno. Purtroppo ho ancora bisogno di varie terapie per tornare a giocare e dovevo per forza di cose trovare una soluzione e quindi abbiamo alla fine trovato un accordo ed ho rescisso. Non ho preso questa scelta facilmente e col sorriso, mi spiace aver lasciato una piazza che mi è entrata nel cuore. L’esito finale non è stato bello ma ho dovuto farlo per forza”.

Cosa ti porti dietro da questa esperienza in granata?

“Mi porto dietro quello che mi ha dato Salerno. Il modo in cui sono stato apprezzato ed il modo in cui sono diventato parte di una città nonostante venissi da mille chilometri di distanza. Mi sono sentito parte della città, ho sentito tutto il calore della gente e ciò fa effetto. Salerno in questo è capace di dare tanto ma è anche in grado di farti capire quando non sei apprezzato. Il ricordo migliore è questo: essermi sentito apprezzato fin da subito. Da questa esperienza mi porterò dietro proprio questo”.

Ti aspettavi campionati diversi da quelli che sono stati invece disputati in campo dalla Salernitana?

“Ogni stagione iniziava con i migliori propositi, abbiamo sempre provato a fare la corsa a questi benedetti play off che però non sono mai arrivati. Sicuramente ad ogni inizio stagione pensavamo sempre a qualcosa di più di una salvezza, purtroppo abbiamo trovato sempre delle difficoltà, ed a parte l’anno scorso che secondo me è stata super deludente da tutti i punti di vista, gli altri anni ci sono stati comunque risvolti positivi e siamo stati anche sfortunati in alcune occasioni e mi è dispiaciuto non poter disputare neanche una partita di play off”.

Per concludere: cosa puoi dire alla piazza granata, che tanto stimi e ti stima, affinché ritrovi la fiducia in questa società e decida di sostenere la squadra al di là delle difficoltà degli ultimi anni?

“Alla piazza dico che guardando dal primo anno di serie B ad oggi sono migliorate un sacco di cose. C’è davvero mentalità di progresso all’interno della società, al di là di quanto possa vedere un tifoso. Anche facendosi un giro al centro sportivo si nota la differenza rispetto ai primi anni. Si è investito tanto in questo e c’è grande voglia di migliorare e di mettere le basi per un futuro e credo che si denoti anche con la scelta dell’allenatore di questa stagione. Ci sono le migliori intenzioni per fare bene. La gente aveva bisogno di questo segnale forte e io sono fiducioso per quest’anno, credo ci siano tutti i presupposti per fare una ottima stagione. Buon proseguimento e grazie a tutti”.

In bocca al lupo Ale!

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