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Intervista ad Andrea Bini, papà di Serie A – Operazione Nostalgia: “Machenesanno dell’Arechi!”

Scopriamo meglio il fenomeno social di “Serie A – Operazione Nostalgia” grazie alle parole del suo fondatore, Andrea Bini. Spesse volte si è parlato della Salernitana 1998-1999, sguadra seguita con un occhio di riguardo dal fondatore, originario del cilento.

Andrea Bini e la sua Operazione Nostalgia

La pagina FacebookSerie A – Operazione Nostalgia” è ormai diventata, a furia di “Machenesanno“, un fenomeno ed un cult sui social. Ne abbiamo parlato con Andrea Bini, papà dell’iniziativa nostalgica, che, tra l’altro, è originario della provincia di Salerno; il 33enne, ora residente a Milano, è originario di Contursi Terme.

La pagina, nata nel 2014 quasi per gioco, in questi sei anni ha raccolto moltissime adesioni ed oggi, tra Facebook ed Instagram, conta circa 1 milione e 200 mila seguaci. Seguaci non solo virtuali perché, in cinque raduni (più un sesto saltato a causa del COVID-19), Andrea ha riunito oltre 27.000 nostalgici.

Non solo appassionati, ma anche i veri protagonisti, pardon, leggende nostalgiche, che ogni giorno compaiono nei suoi post social; sono 105 gli ex calciatori che hanno preso parte a questi raduni: Alessandro Del Piero, Hernan Crespo, “PlutoAldair, “El ChinoRecoba, Zambrotta, Perrotta e ancora Morientes, Davids, Di Biagio, Chevanton, Hierro e tanti altri ancora. Spazio anche ad alcuni ex granata come Babù, Chimenti e Strada.



La “Machenesanno’s Cup”

La nostra chiacchierata con Andrea, però, verterà principalmente sull’ultima “Machenesanno’s Cup“. Il trofeo virtuale vedrà ai nastri di partenza anche la Salernitana 1998-1999 che competerà nel girone H con Fiorentina 1998-1999, Bologna 1998-1999 e Pisa 1990-1991.


Machenesanno's Cup - tabellone


I granata, ai quali è stata anche dedicata una t-shirt celebrativa, scenderanno in campo giovedì 19. In quell’occasione potranno passare il turno solamente grazie al sostegno, su Facebook, dei propri tifosi.

L’intervista ad Andrea Bini di Serie A – Operazione Nostalgia

Serie A – Operazione Nostalgia nasce nel 2014 per gioco e, soprattutto, per passione. Ti saresti mai aspettato di ritrovarti fianco a fianco di Dario Hubner dopo nemmeno un anno?

«Sinceramente non me lo sarei mai aspettato. Mi avrebbe fatto piacere riscuotere successo e trovare altri “nostalgici” come me, ma diventare una sorta di riferimento a livello nazionale non era nelle aspettative. Incontrare Hubner, Protti, Valtolina e Paganin a meno di un anno dalla nascita della pagina è stata una forte emozione; arrivare poi a quello che siamo oggi, non ti dico».

Nel corso degli anni una crescita esponenziale inimmaginabile. Raduni con “assembramenti” sempre crescenti, amicizie e collaborazioni con molti ex giocatori ed anche uno shop a tema. Cosa c’è ancora nel futuro di Operazione Nostalgia?

«Innanzitutto la mia mission principale è stata quella di non far cadere nel dimenticatoio ciò che è stato fatto in passato. Non parlo solo di singoli calciatori, ma di quello che era la Serie A degli anni ’90; adesso si parla tanto dei domini delle spagnole, delle inglesi e della nostra rincorsa, ma in passato erano le straniere ad ambire al nostro livello. Purtroppo ci siamo accomodati troppo, anche a livello generazionale, e siamo stati raggiunti e sorpassati; rievocare ciò che eravamo fa salire la nostalgia ma deve servirci anche da monito. Poi, per quanto riguarda il futuro, ti posso confidare una cosa in anteprima; Operazione Nostalgia vuole organizzare un raduno al Sud perché il calore che c’è lì è impareggiabile. Purtroppo il Coronavirus ci ha rovinato i piani facendoci cancellare la tappa di Reggio Calabria, ma ci stiamo già organizzando per scendere al Sud nel settembre 2021».

Per tua stessa ammissione, la cosa che più ti ha colpito è l’unione, sotto la bandiera della nostalgia, di tifosi appartenenti a differenti tifoserie. Romanisti e laziali d’accordo, juventini e napoletani in sintonia e milanisti ed interisti a braccetto.

«Esattamente, vedere tifosi rivali deporre le armi e riunirsi con spirito di festa ci ha proprio permesso il grande salto di qualità. Grazie all’unione ed alla correttezza dei nostri sostenitori siamo riusciti ad entrare in contatto con i big del calcio che, dinanzi a questi messaggi di affetto e stima, fanno fatica a dire di no. Anche per le bandiere del passato è bello risentire l’affetto del pubblico ed il calore nonostante gli anni passati, e, in alcuni casi, è anche con loro che nascono i siparietti più belli e nostalgici».

Hai parlato moltissime volte della Salernitana 1998-1999, dello stadio Arechi e del calore dei suoi tifosi. Le tue origini nascondono anche una simpatia, o meglio, un tifo per i colori granata?

«Ho sempre seguito la Salernitana e con molta simpatia. La squadra della Serie A, e non lo dico qui per la prima volta, oggi avrebbe combattuto per accedere alle coppe europee; Breda, Gattuso, Di Vaio, Di Michele, Balli, Fresi e altri ancora, che squadra! Peccato sia retrocessa, ma ancora oggi, e a distanza di due decadi, rievoca una nostalgia da far venire i brividi».

Salernitana 1998-1999 inserita nel gruppo H della “Machenesanno’s Cup” con Fiorentina e Bologna della stessa annata ed il Pisa 1990-1991. Un tuo pronostico per i granata?

«No, pronostici non posso farne, devo mantenere l’imparzialità (ride, ndr), però sono convinto che i tifosi salernitani sapranno farsi valere sui social. So che ci sono state diatribe e malcontenti con la società attuale, ma la squadra si sta comportando bene e loro faranno bene a sostenerla. Peccato che dovranno farlo da casa e non dall’Arechi, sarebbe stata tutt’altra storia».

Ci puoi salutare con un tuo cavallo di battaglia, il “Machenesanno”?

«Machenesanno di Rigobert Song che segnò il primissimo gol della Serie A 1998-1999 e Machenesanno di Ciccio Artistico, un grandissimo calciatore, ma sottovalutatissimo. Un grande saluto al tifo salernitano!».


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Luigi Lodato
Luigi Lodato
Luigi Lodato nasce a Salerno nel 1993. Residente a Roccapiemonte, ridente cittadina dell'Agro, si avvicina al giornalismo ad inizio 2010 sulle onde radio di Radio Blue Star, grazie alla quale ottiene l'iscrizione all'albo dei pubblicisti nel 2012. Fino al 2015 è corrispondente e reporter per la radio e svariate testate giornalistiche dell'Agro. Ritorna a scrivere nel 2017 sul sito tematico Granatissimi e, dal 2018, entra nella famiglia di SalernoSport24 come redattore per divenire, in seguito, caporedattore e responsabile alle interviste. Qualche citazione, tanta imparzialità ed un pizzico d'ironia per invogliare alla lettura, buon viaggio sul nostro giornale!

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