giovedì, Ottobre 28, 2021
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AIA 110 anni: presenti i salernitani Luca Teta, Stefano D’Amato e Manuelle Cuozzo

Le parole di Manuelle Cuozzo, Stefano D'Amato e Luca Teta a margine della festa dei 110 anni dell'Aia tenutasi a Milano nei giorni scorsi

Lo scorso 27 agosto sono stati festeggiati i 110 anni dalla nascita dell’AIA a Milano. Presenti anche i migliori prospetti regionali tra cui tre della nostra provincia.

AIA 110 anni le parole degli arbitri salernitani

Luca Teta, Stefano D’Amato e Manuelle Cuozzo nei giorni scorsi hanno parlato alla rivista “L’Arbitro”  intervistati da Antonio Panariello. Queste le parole dei tre fischietti salernitani.

Luca Teta, 21 anni, arbitro di Promozione della Sezione di Battipaglia.

Ciao Luca, cosa ti è piaciuto di più dell’esperienza di Milano?
Sicuramente la cosa che più mia ha colpito dell’esperienza trascorsa a Milano è stata la possibilità di avere a che fare con l’Elite dell’arbitraggio italiano ed europeo, pensare che gente come Orsato, Rocchi, Rosetti e tanti altri fossero lì per noi mi inorgoglisce”.

Stefano D’Amato, 22 anni, arbitro di Promozione della Sezione di Salerno

Ciao Stefano, quali difficoltà hai trovato durante il tuo percorso arbitrale? “All’inizio si prende un po’ tutto per gioco, soprattutto in età adolescenziale; non avevo fatto i conti con la serietà dell’esperienza arbitrale. Arrivare in orario, se non in anticipo, vestirsi sempre in modo adeguato, radersi la barba, parlare solo quando è necessario, non farsi trasportare dalle offese ricevute, sono tutti elementi che contraddistinguono l’arbitro, e che un ragazzo di 16 anni fa fatica a recepire; ma con qualche anno di esperienza si apprendono e si portano anche fuori dal campo, nella vita di tutti i giorni. Essere arbitro significa distinguersi dalla massa, ma non solo quando si indossa la divisa in campo, ma soprattutto fuori; tutti riconoscono gli arbitri per i loro comportamenti, la personalità, l’autorevolezza”.

Manuelle Cuozzo, 19 anni, arbitro di Prima Categoria della Sezione di Sala Consilina.

Ciao Manuelle, quale consiglio daresti ad un tuo coetaneo per farlo avvicinare al mondo arbitrale? “Gli direi che l’arbitraggio non è solo uno sport, ma anche una grande opportunità di crescita. Questa attività permette di responsabilizzare la propria persona, avere degli obiettivi. L’aspetto più importante secondo me è che partita dopo partita, il nostro carattere prende forma e la nostra capacità di reagire agli eventi migliora esponenzialmente, fino ad avere il pieno controllo delle proprie azioni e decisioni. Questo sarà utile non solo in questo ambito ma in tutte le situazioni che possono sempre presentarsi”.

Christian Vitalehttps://www.salernosport24.com/author/christian/
Christian Vitale è un giornalista pubblicista che collabora con la Redazione di SalernoSport24 dal dicembre 2019
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