HomeSalernitanaMister Indiani svela un retroscena su un calciatore granata allenato in passato
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Mister Indiani svela un retroscena su un calciatore granata allenato in passato

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Indiani parla ai colleghi di PSB. Su Firenze…

Mister Paolo Indiani, nativo di Certaldo, attualmente in sella al Follonica Gavorrano, in Serie D, ma con tante esperienze alle spalle tra cui un’unica avventura in B, col Perugia, nel 2008/2009, naufragata anzitempo, a seguito del fallimento degli umbri, è intervenuto ai nostri microfoni dei colleghi di Pianeta Serie B.

Mister, forse lei è uno dei tecnici che annovera più giocatori allenati che attualmente giocano nel campionato cadetto. Molti di questi li ha avuti nella sua esperienza al Pontedera. Le faccio 5 nomi: Coda, Schenetti, Firenze, Bartolomei e Calò. Che giudizio dà sul loro valore tecnico e umano? La sorprende la personalità con cui alcuni di essi, si stanno imponendo, ad esempio Calò, nella Juve Stabia?

“Calò è quello più recente. Me lo portarono al Pontedera, dalla Primavera della Sampdoria. Lo mandai subito in campo, il primo anno tra i professionisti e fece subito il titolare nel tridente d’attacco. Alla fine dell’anno la Samp lo liberò ed io lo volevo portare, in tutti i modi, a Pistoia ma la proprietà non me lo consentì perché era senza contratto. Quindi lo consigliai alla Juve Stabia e penso sia stata una fortuna per il club stabiese e per il ragazzo. Non mi sorprende assolutamente perché aveva qualità, mi sorprende piuttosto il fatto che la Sampdoria l’avesse lasciato andar via. Però nel calcio ci sono tante situazioni. Coda l’ho avuto a Crotone, da gennaio in poi. Era giovanissimo. Forse lo potevo utilizzare di più ma forse allora non era ancora pronto. Schenetti l’ho avuto un mese solo, a Lucca. Io arrivai a novembre e lui a gennaio andò via. Si vedeva che aveva qualità, ma doveva maturare. Stesso discorso per Firenze, che addirittura portai a Pistoia e a Pontedera, però all’epoca non aveva la testa per poter fare il giocatore, ad esempio arrivava spesso tardi agli allenamenti. Ma le qualità c’erano, lui lo sa, gliel’ho detto e lo riconosce. Mentre Bartolomei, insieme anche a Settembrini e altri, sono ragazzi usciti dai dilettanti. Hanno fatto tanta gavetta, poi arrivarono a Pontedera, e da lì la loro carriera è decollata. Sono straordinari, soprattutto come persone, ed è giusto, anche se tardi, che abbiano avuto il loro riconoscimento”.

 

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