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ESCLUSIVA Bombardini: “Per i salernitani è un diritto sognare la Serie A”

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Bombardini: “Mi piacerebbe venire allo stadio. Magari l’anno prossimo…”

Le interviste a Davide Bombardini non sono mai banali, così come lui, come calciatore e come personaggio pubblico, non è mai stato banale. In vista dell’ultimo match di campionato che vedrà il Palermo all’Arechi abbiamo intervistato Davide, il quale, come spesso è accaduto, ci ha caricati di soddisfazione.

Ciao Davide. Come stai?

“Ciao, molto bene, grazie!”

Di cosa ti occupi, cosa bolle in pentola?

“Al momento non c’è nulla. Vorrei rientrare nel mondo del calcio facendo qualcosa che mi piaccia ma al momento non ci sono situazioni che mi entusiasmano per cui preferisco aspettare, non perdo tempo e non ne faccio perdere”.

Cosa pensi della diatriba che si è innescata tra parte della tifoseria granata e Lotito. I tifosi vorrebbero poter sognare la Serie A, dall’altra parte Lotito – essendo già proprietario della Lazio – ai fatti non può avere due club nella medesima categoria. Tu che conosci la piazza, cosa ne pensi? I tifosi dovrebbero davvero accontentarsi di abulici campionati cadetti?

“I tifosi hanno ragione. Non dico che si debba per forza andare in Serie A però sognare è un diritto. Fare campionati in cui si lotta per la massima serie porta entusiasmo, gente allo stadio, è un diritto questo che non si può negare ad una piazza come Salerno”.

Cosa pensi delle squadre B?

“Gli scontenti ci saranno sempre. Comunque vai a togliere qualcosa a qualcun altro. E’ certamente una possibilità però per riattivare un movimento, quello del calcio, che va esaurendosi. Poi in giro ce ne sono di calciatori bravi che hanno magari bisogno di un po’ più di tempo per maturare”.

Venerdì Salernitana-Palermo apre l’ultimo turno di una delle serie B più affascinanti degli ultimi anni. E a proposito del Palermo, tutti molto forti, chi ti sta piacendo di più tra i rosanero?

“La Gumina sicuramente. Il Palermo si è lasciato sfuggire la promozione diretta nelle ultime partite. A Salerno verrà a prendersi i tre punti anche perché i granata non hanno più niente da chiedere al campionato, per forza di cose le motivazioni saranno diverse”.

E nella Salernitana, invece?

“Un campionato anonimo. Per il secondo anno di fila termina il torneo a metà classifica, per me è fallimentare un campionato a Salerno terminato così. Se finisci a 7/8 punti dai ply-off, arrivare a questo punto del torneo, l’ultima giornata, senza aver più nulla da chiedere, per me è anonimo”. 

Un po’ di amarcord: il momento più intenso che hai vissuto quando vestivi il granata.

“Sono tanti. Sicuramente le vittorie su Genoa e Palermo, la rimonta con il Cagliari rappresentano i momenti più belli ed intensi. Poi tutte quelle vittorie consecutive con Gregucci in panchina dove stavamo facendo sognare una città. Sopra di noi c’erano squadre sicuramente più attrezzate ma l’entusiasmo che si creò in quei mesi fece sì che l’Arechi fosse pieno ad ogni partita. Come dimenticare i trentamila che si presentarono nella gara con l’Ascoli quando l’obiettivo era la salvezza. Il fallimento che ne seguì fu davvero un peccato in un momento in cui si progettava un gran campionato”.

Ti piacerebbe tornare a Salerno?

“Certo, mi piacerebbe venire allo stadio. Magari l’anno prossimo per il centenario…”.

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Cronache di Salerno, TuttoSalernitana, Granatissimi ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa, e attualmente conduce due programmi sportivi a RCS75 - Radio Castelluccio, Destinazione Sport e Destinazione Arechi. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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